Vendita e prenotazione online biglietti concerti per Baci Soavi e Cari: Quartetto di Liuti da Milano in concerto Milano Arte Musica 2017

Domenica 20 agosto 2017

Prezzi per singolo biglietto, inclusi gli eventuali diritti di prevendita applicati dal teatro, ente e/o organizzatore, escluse le eventuali commissioni di acquisto online.
Info spettacolo
Biglietti a partire da 7,04

Milano Basilica S. Maria della Passione Indirizzo e mappa luogo

Giorno e ora spettacolo Stato e disponibilità Prezzo e offerte
Dom 20 ago 2017 16:30 Vendita biglietti attiva Da € 7,04 Biglietti
Baci Soavi e Cari: Quartetto di Liuti da Milano in concerto - Milano Arte Musica 2017 20 ago, 16:30 Basilica S. Maria della Passione Via Conservatorio 16 Milano Concerti Biglietti non numerati 7,04
Dom 20 ago 2017 18:30 Vendita biglietti attiva Da € 7,04 Biglietti
Baci Soavi e Cari: Quartetto di Liuti da Milano in concerto - Milano Arte Musica 2017 20 ago, 18:30 Basilica S. Maria della Passione Via Conservatorio 16 Milano Concerti Biglietti non numerati 7,04
Dom 20 ago 2017 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 7,04 Biglietti
Baci Soavi e Cari: Quartetto di Liuti da Milano in concerto - Milano Arte Musica 2017 20 ago, 20:30 Basilica S. Maria della Passione Via Conservatorio 16 Milano Concerti Biglietti non numerati 7,04

Info spettacolo

L’appuntamento dedicato al liuto, che ogni anno registra il tutto esaurito, si presenta nella undicesima stagione con un’importante novità. Protagonisti dell’appuntamento sono infatti ben quattro liuti, con un’esecuzione affidata al Quartetto di liuti da Milano, al debutto in Milano Arte Musica.

In un triplo appuntamento, domenica 20 agosto (ore 16.30, 18.30 e ore 20.30), nella suggestiva Sala Capitolare del Bergognone, i quattro liutisti propongono un programma musicale con brani di alcuni dei più grandi autori della scuola liutistica italiana (Marenzio, Casulana, Vincenzo Galilei, Giorgio Mainerio).

Sul finire del Cinquecento, il liuto era uno degli strumenti più amati, per il quale furono scritti trattati importanti e altissime pagine di musica. Agli albori del Barocco, il liuto non solo conobbe una notevole fioritura della sua letteratura propria, ma fu anche protagonista degli sviluppi della musica vocale. Lo strumento, da sempre vicino al canto, assunse infatti un ruolo fondamentale nell’evoluzione del gusto per la monodia accompagnata, stile emblematico del primo Seicento italiano.

La monodia accompagnata dal basso continuo non fu di certo un’introduzione ex novo della seconda prattica, bensì il risultato di un progressivo e lento mutamento della scrittura contrappuntistica. Nella seconda metà del Cinquecento, questa subì un’apparente semplificazione, volta alla ricerca della cantabilità della linea principale e della valorizzazione retorica degli affetti. Tutto ciò è ben riscontrabile nei componimenti leggeri in forma strofica, definiti col termine generico di canzonetta o villanella.

Questa forma ibrida tra la villanella alla napolitana e il madrigale riscosse un successo enorme, suscitando l’interesse di importanti compositori, quali Palestrina e Marenzio. La pratica di eseguire questi brani polifonici a voce sola ebbe ampia diffusione, e divenne prassi molto comune non solo sostituire le voci ausiliarie al canto con gli strumenti (riprendendo così la tradizione più antica della frottola del primo Cinquecento) ma anche proporre esecuzioni puramente strumentali. Il liuto fu protagonista indiscusso di questa pratica, come si può dedurre da molte testimonianze e dalle numerose intavolature presenti negli stessi libri di canto. Queste possono essere considerate a tutti gli effetti degli esempi di basso continuo ante litteram, poiché mostrano un’evidente continuità coi bassi realizzati in intavolatura nei primi decenni del Seicento.

Questo è lo scenario che il giovane Claudio Monteverdi ha trovato davanti a sé agli esordi della sua carriera di compositore. Il programma del concerto intende così offrire una panoramica della musica dell’epoca, dalla prospettiva del liuto. Accanto alle pagine di repertorio propriamente strumentale tratte da Il Fronimo di Vincenzo Galilei (trattato incentrato sull’arte dell’intavolatura liutistica) e dal repertorio delle danze (in particolare dal Primo libro de’ balli di Giorgio Mainerio), vengono eseguite alcune pagine di repertorio vocale. I tre autori accostati al Monteverdi del primo libro di madrigali sono tutti accomunati dal liuto.

Maddalena Casulana (prima donna nella storia ad aver dato alle stampe una raccolta di sue composizioni) e Luca Marenzio furono entrambi due eccellenti cantori al liuto, mentre Orazio Vecchi corredò varie sue raccolte di canzonette con le intavolature, mostrando così una predilezione per l’esecuzione a canto e liuto. Un legame profondo unisce il canto e il suo repertorio al suono gentile delle corde pizzicate. Anche durante l’epoca barocca, il liuto ha continuato ad accompagnare e imitare la voce, mantenendo, con i suoi figli arciliuto e tiorba, un ruolo di primo piano nel lavoro dei grandi compositori, Monteverdi compreso.

Informazioni sull'organizzatore

Ass. Culturale La Cappella Musicale

Via V.Bellini 2
20100 - Milano
Telefono: +39 02 76317176