Vendita e prenotazione online biglietti teatro per Medea

Da martedi 9 maggio 2017 a domenica 21 maggio 2017

Prezzi per singolo biglietto, inclusi gli eventuali diritti di prevendita applicati dal teatro, ente e/o organizzatore, escluse le eventuali commissioni di acquisto online.
Info spettacolo
Biglietti a partire da 14,80

BRESCIA (BS) Brescia Teatro Sociale Indirizzo e mappa luogo

Giorno e ora spettacolo Stato e disponibilità Prezzo e offerte
Mar 9 mag 2017 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 14,80 Biglietti in pianta
Medea 9 mag, 20:30 Teatro Sociale via Felice Cavallotti, 20 Brescia Teatro Biglietti in pianta 14,80
Mer 10 mag 2017 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 14,80 Biglietti in pianta
Medea 10 mag, 20:30 Teatro Sociale via Felice Cavallotti, 20 Brescia Teatro Biglietti in pianta 14,80
Gio 11 mag 2017 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 14,80 Biglietti in pianta
Medea 11 mag, 20:30 Teatro Sociale via Felice Cavallotti, 20 Brescia Teatro Biglietti in pianta 14,80
Ven 12 mag 2017 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 14,80 Biglietti in pianta
Medea 12 mag, 20:30 Teatro Sociale via Felice Cavallotti, 20 Brescia Teatro Biglietti in pianta 14,80
Sab 13 mag 2017 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 14,80 Biglietti in pianta
Medea 13 mag, 20:30 Teatro Sociale via Felice Cavallotti, 20 Brescia Teatro Biglietti in pianta 14,80
Dom 14 mag 2017 15:30 Vendita biglietti attiva Da € 14,80 Biglietti in pianta
Medea 14 mag, 15:30 Teatro Sociale via Felice Cavallotti, 20 Brescia Teatro Biglietti in pianta 14,80
Mar 16 mag 2017 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 14,80 Biglietti in pianta
Medea 16 mag, 20:30 Teatro Sociale via Felice Cavallotti, 20 Brescia Teatro Biglietti in pianta 14,80
Mer 17 mag 2017 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 14,80 Biglietti in pianta
Medea 17 mag, 20:30 Teatro Sociale via Felice Cavallotti, 20 Brescia Teatro Biglietti in pianta 14,80
Gio 18 mag 2017 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 14,80 Biglietti in pianta
Medea 18 mag, 20:30 Teatro Sociale via Felice Cavallotti, 20 Brescia Teatro Biglietti in pianta 14,80
Ven 19 mag 2017 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 14,80 Biglietti in pianta
Medea 19 mag, 20:30 Teatro Sociale via Felice Cavallotti, 20 Brescia Teatro Biglietti in pianta 14,80
Sab 20 mag 2017 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 14,80 Biglietti in pianta
Medea 20 mag, 20:30 Teatro Sociale via Felice Cavallotti, 20 Brescia Teatro Biglietti in pianta 14,80
Dom 21 mag 2017 15:30 Vendita biglietti attiva Da € 14,80 Biglietti in pianta
Medea 21 mag, 15:30 Teatro Sociale via Felice Cavallotti, 20 Brescia Teatro Biglietti in pianta 14,80

Info spettacolo

Prosegue l’indagine sul mito attraverso grandi spettacoli firmati CTB, che ha coinvolto negli ultimi anni i maggiori artisti di produzione dello Stabile. Dopo Antigone e Mythos, per la regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso, Apocalisse di e con Lucilla Giagnoni, la ripresa di Eumenidi di e con Vincenzo Pirrotta e La Canzone di Giasone e Medea, grande successo di pubblico dell’ultima Stagione, sempre con la regia ed interpretazione di Elena Bucci e Marco Sgrosso, anche Franco Branciaroli reca il suo contributo al ricco percorso sul Mito, riallestendo uno spettacolo evento del teatro italiano: la Medea per la regia di Luca Ronconi, di cui fu protagonista straordinario ed acclamato nel 1996.

Un doveroso omaggio al grande Maestro scomparso nel 2015 da uno degli artisti che ha lavorato con lui più a lungo e in maggiore vicinanza (basti ricordare spettacoli impressi nella memoria collettiva come La vita è sognoPrometeo incatenatoLolita), e un’occasione imperdibile di rivedere una delle pietre miliari della storia registica ed interpretativa del secondo Novecento.

Le letture in chiave psicologica di Medea portano a considerare questo personaggio il prototipo dell'eroina combattuta tra il rancore per il proprio uomo e l'amore per i propri figli; le analisi sociologiche tendono a trasformare la principessa della Colchide in una sorta di precorritrice del movimento femminista.

Se si cerca di restituire alla tragedia il suo autentico significato 'politico', ci si accorge però che, per il pubblico ateniese dell'epoca di Euripide davanti al quale Medea fu rappresentata, lo snodo principale dell'azione doveva essere il dialogo tra Medea ed Egeo: in virtù dell'accordo stabilito tra i due personaggi, proprio Atene si prepara infatti a diventare teatro per la devastante passione di Medea, una volta che quest'ultima abbia portato a termine a Corinto il proprio disegno di vendetta. Al di fuori di ogni cedimento a suggestioni introspettive, Medea tende dunque a presentarsi non tanto come una donna lacerata dall'amore o come una femminista ante litteram, quanto piuttosto come una 'minaccia', e per di più come una 'minaccia' che incombe imminente sul pubblico. Sin dalla prima lettura dell'opera risulta evidente che l'inganno è la principale arma della principessa barbara: ella non raggira soltanto Creonte, Giasone ed Egeo, ma cela i propri intenti anche al coro svelando solo all'ultimo il proprio segreto proposito di uccidere i figli avuti da Giasone.

L'asse strutturale portante dell'architettura tragica - e cioè il rapporto tra coro ed eroe - è dunque inquinato sin dall'inizio da una perversa arte dissimulatoria: Medea riesce a guadagnarsi la complicità delle 'amiche' coreute occultando i propri reali progetti dietro le sue magniloquenti difese del sesso femminile. La scelta di un interprete maschile come Franco Branciaroli per il ruolo di Medea consente di tentare un'approssimazione all'oggettività della tragedia. Spostando il baricentro del dramma dal rapporto Medea-Giasone a quello Medea-coro e sottraendo parallelamente il testo alle interpretazioni 'psicologiche' e socialmente 'rivoluzionarie', Medea svela infatti la propria autentica identità di maschera impenetrabile, figura di un'irriducibile alterità pronta a pietrificare, come una nuova Medusa, chi cerchi di decifrare il suo segreto.

L’ossimoro di una Medea-uomo traduce scenicamente l'ambiguo statuto del 'personaggio': il pubblico vede l'enigma nefasto che al coro è nascosto.

Sul piano della 'ricostruzione' filologica occorre poi rilevare che, considerati in prospettiva storica, i valori sui quali Medea costruisce il proprio agire sono eminentemente maschili: nella cultura greca del V secolo avanti Cristo la 'fama' che preoccupa l'eroina appartiene infatti all'universo etico dell'uomo.

L'alterità di Medea non è dunque puramente geografica, ma essenzialmente 'storica': il personaggio nasce in un mondo ancora popolato da certi dei e si trova esiliato in una cultura nella quale vigono interessi e convenzioni che hanno decretato il tramonto dei valori tradizionali. Il terribile stretto dell'Ellesponto che Medea ha superato al seguito degli Argonauti non è solo un luogo geografico, ma è una metafora di una frattura storica, di una svolta epocale.

La percezione di un passaggio a una cultura 'geograficamente', diversa è molto più forte all'interno del dramma nei due personaggi della Nutrice e del Pedagogo. Medea avverte come una colpa l'aver abbandonato il paese dei padri e si sente l'artefice dello sterminio di alcuni valori antichi.
Nel momento in cui dichiara al Sole che ucciderà i propri figli, l'eroina parla anche di una propria colpa: la sua presunta vendetta amorosa si converte cosi in un sacrificio rituale. Con la perdita dei figli Giasone paga il prezzo non tanto per il tradimento amoroso da lui consumato ai danni di Medea, quanto per l'infrazione del giuramento che lo aveva legato alla principessa barbara; per Medea invece l'assassinio delle proprie creature è il sacrificio espiatorio per aver ucciso i valori antichi accettando di sposare un greco.

Dalle note di regia di Luca Ronconi

Io non interpreto una donna, sono nei panni di un uomo che recita una parte femminile, è molto diverso. Medea è un mito: rappresenta la ferocia della forza distruttrice. Rimettiamoci nei panni del pubblico greco: vedendo la tragedia, saprà che arriverà ad Atene una forza che si accanisce sulle nuove generazioni, i suoi figli: 'Medea dallo sguardo di toro', come viene definita all'inizio. Lei è una smisurata, dotata di un potere sinistro.
Che usa la femminilità come maschera, per commettere una serie mostruosa di delitti: non è un caso che la prima a cadere sia una donna, la regina, la nuova sposa di Giasone.

Franco Branciaroli

Informazioni sull'organizzatore

Amit - CTB Teatro Stabile di Brescia

Contrada Bassiche 32 - Brescia