Vendita e prenotazione online biglietti teatro per A Pancia In Su

Domenica 11 dicembre 2016

Prezzi per singolo biglietto, inclusi gli eventuali diritti di prevendita applicati dal teatro, ente e/o organizzatore, escluse le eventuali commissioni di acquisto online.
Info spettacolo
Biglietti a partire da 6,76

Genova Altrove - Teatro della Maddalena Indirizzo e mappa luogo

Giorno e ora spettacolo Stato e disponibilità Prezzo e offerte
Dom 11 dic 2016 16:00 Vendita biglietti attiva Da € 6,76 Biglietti
A Pancia In Su 11 dic, 16:00 Altrove - Teatro della Maddalena piazzetta Cambiaso, 1 Genova Teatro Biglietti non numerati 6,76

Info spettacolo

Produzione Teatro del Piccione
Drammaturgia Simona Gambaro
regia Simona Gambaro e Francesca Traverso
Con Paolo Piano e Simona Gambaro
Scene Simona Panella e Davide Zanoletti
Costumi Francesca Traverso / Luci Simona Panella

…Io quando ero piccola avevo tutti i pensieri nella pancia: erano dei pesci che nuotavano e mi facevano il solletico e a volte mi facevano anche arrabbiare, allora io saltavo forte e ai pesci gli veniva il mal di testa…

E’ ascoltando i pensieri della pancia che è nato questo spettacolo: quelli più liberi, come pesci che nuotano e si rincorrono, da un pensiero a un altro pensiero a un altro ancora. Tante piccole storie che raccontano il quotidiano attraverso le sue immagini fantastiche e raccontano il sogno attraverso la verità delle sue emozioni: storie di nere paure, di sottili vergogne, di domande curiose, di silenzi, di risate, di giochi, di vita vissuta e immaginata attraverso lo sguardo di un bambino. Così succede di mettersi a pancia in su e iniziare a volare, e volando seguire il filo invisibile dell’immaginazione, senza sapere dove potrà arrivare, senza nemmeno chiedersi dove ci saprà portare.

In scena un fratello e una sorella danno forma, con parole e corpi in movimento, al loro modo creativo e immaginifico di incontrare la realtà e vivere il quotidiano, svelano paure, bisogni e desideri che appartengono non solo ai bambini, ma alla parte più profonda di tutti noi. Un conoscere che passa per l’emozione, per l’ascolto dei sensi e del cuore, dell’affettività come fondamento della crescita e della vita tutta.

Lo spettacolo è frutto di una ricerca drammaturgica che indaga un linguaggio teatrale semplice e immediato ma non banalizzante, di contatto diretto con l’ascolto emozionale del bambino. A tradurlo in scena un uso particolare del gesto e creazioni scenografiche e costumistiche che danno materia organica al mondo fantastico, oniriche e suggestive nella loro semplicità.

NOTA ALLO SPETTACOLO di Simona Gambaro

A pancia in su è uno spettacolo che vuole parlare di emozioni. Piccole o grandi, travolgenti o tiepide, vibranti e vive, creano visioni, invadono il corpo, respirano con il nostro stesso respiro: la paura, la rabbia, la gelosia, la sorpresa, l’attesa, l’abbandono, la richiesta d’amore, la vergogna, la curiosità, la dolcezza del ricordare. A raccontarle sono immagini fantastiche e situazioni di vita quotidiana che si susseguono, legate tra loro da sottili rimandi interni, come in un elenco. La scelta drammaturgica infatti, tappa sperimentale in un percorso di ricerca teatrale in evoluzione, indaga un tipo di racconto scenico assolutamente antinarrativo, basato sul flusso di pensieri, sull’associazione libera, sul rincorrersi di parole e azioni fisiche che danno vita a microracconti, evocano o rappresentano il quotidiano fantastico del bambino. Questo modo di procedere per parole e immagini che apparentemente non hanno nesso logico-cronologico ricalca il pensiero infantile, per cui una singola parola diventa chiave d’accesso a un vissuto, ogni evento viene elaborato in una maniera assolutamente creativa ed immaginifica, che mescola reale e fantastico. E’ da giochi e incontri con bambini che è nato questo spettacolo: metafore come pensieri che sono pesci nella pancia, rabbie talmente grandi da diventare un mare inondante (di pipì) o vecchi che hanno rughe come radici e rami d’albero potrebbero sembrare adulti esercizi letterari e invece altro non sono che le loro stesse parole. Com’è fatta la tua rabbia? Dove si nasconde nel tuo corpo? Hai paura quando sei arrabbiato? E quando la rabbia è andata via? Con tante domande e tanti giochi abbiamo cercato con loro di dare forme agli stati emotivi vissuti quotidianamente. Per questo ci siamo fidati del flusso di queste immagini senza anteporre giudizi estetici, di leggibilità e coerenza narrativa: sono autentiche. E non è un caso che da subito siano risuonate così familiari al nostro vissuto di bambini: hanno un senso profondo, radicato nell’inconscio, ancestrale. Attraverso il ricordo, lo sfogo, l’abbandono nell’emozione e nel suo onirico guardare ne abbiamo cercato la sincerità, perché le nostre azioni in scena fossero quelle di noi adulti pur interpretando dei bambini e di noi bambini pur essendo ora adulti. Il contenitore fisico per questa ricerca e per questa scrittura illimitata doveva essere avvolgente e rassicurante, quotidiano ma irrazionale, fantastico eppure materico, evocativo: è diventato una scena bianca, fatta di materassi e cuscini e fili (di parole). Allo stesso modo i costumi hanno preso forma come immagini affiorate dalle emozioni: materia e colore a renderne il segno, vestiti sfilati e indossati come il rincorrersi dei pensieri.

Avvicinarsi a questo spettacolo significa affidarsi ad un ascolto emozionale. Mettersi in gioco e giocare. Non pretendiamo che alla fine della visione sia possibile per un bambino riassumere la vicenda complessiva, tracciarne la cronistoria. Vorremmo semplicemente aver evocato qualcosa, condiviso, aver vissuto insieme (dando forma riconoscibile e accettabile alle emozioni) anche solo pochi minuti dello spettacolo ma in maniera profonda e vitale. Questa secondo noi deve essere l’esperienza del teatro.

Informazioni sull'organizzatore

Altrove

Piazzetta Cambiaso, 1 Genova
tel. 010.9753672

Sito web: http://www.teatroaltrove.it/

Email: info@teatroaltrove.it