Vendita e prenotazione online biglietti teatro per Macbettu

Da venerdi 4 maggio 2018 a domenica 6 maggio 2018

Prezzi per singolo biglietto, inclusi gli eventuali diritti di prevendita applicati dal teatro, ente e/o organizzatore, escluse le eventuali commissioni di acquisto online.
Info spettacolo
Biglietti a partire da 13,20

Roma Teatro Argentina Indirizzo e mappa luogo

Giorno e ora spettacolo Stato e disponibilità Prezzo e offerte
Ven 4 mag 2018 21:00 Vendita biglietti attiva Da € 13,20 Biglietti in pianta
Macbettu 4 mag, 21:00 Teatro Argentina Largo di Torre Argentina, 52 Roma Teatro Biglietti in pianta 13,20
Sab 5 mag 2018 19:00 Vendita biglietti attiva Da € 13,20 Biglietti in pianta
Macbettu 5 mag, 19:00 Teatro Argentina Largo di Torre Argentina, 52 Roma Teatro Biglietti in pianta 13,20
Dom 6 mag 2018 17:00 Vendita biglietti attiva Da € 13,20 Biglietti in pianta
Macbettu 6 mag, 17:00 Teatro Argentina Largo di Torre Argentina, 52 Roma Teatro Biglietti in pianta 13,20

Info spettacolo

"Tutto e' intriso di sangue, senza che se ne versi una goccia." Alessandro Serra Un Macbeth che si esprime in sardo e, come nella piu' pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini, e' l'originale progetto di Alessandro Serra, regista e fondatore della compagnia Teatropersona. "Nel riscrivere il testo - racconta il regista - tutti i personaggi femminili sono stati omessi e la storia non sembrava subire alcuna ferita. Tutte le donne riassunte in un'unica dea madre reggitrice di morte: Lady Macbeth. Piu' alta e piu' forte degli uomini, come in una delle sue piu' antiche rappresentazioni, quella di Ozieri: filiforme, astratta, trascendente. L'idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia tra i suoni cupi prodotti da campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna, il sughero. La potenza dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e al contempo l'incredibile precisione formale nelle danze e nei canti, le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, le forze della natura domate dall'uomo, soprattutto il buio inverno." Le sorprendenti analogie tra il capolavoro shakespeariano e le maschere della Sardegna diventano cosi' il fulcro di questo spettacolo. La lingua sarda non limita la fruizione, bensi' trasforma in canto cio' che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura. Uno spazio scenico vuoto, attraversato dai corpi degli attori che disegnano luoghi ed evocano presenze. Pietre, terra, ferro, sangue, positure di guerriero, residui di antiche civilta' nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali che agiscono su chi le riceve.

Autore: Alessandro Serra