Vendita e prenotazione online biglietti teatro per Teatro Stabile di Genova & Teatro dell'Archivolto 2017/18 Il Padre

Da martedi 13 marzo 2018 a domenica 18 marzo 2018

Prezzi per singolo biglietto, inclusi gli eventuali diritti di prevendita applicati dal teatro, ente e/o organizzatore, escluse le eventuali commissioni di acquisto online.
Info spettacolo
Biglietti a partire da 19,41

Genova Teatro della Corte Indirizzo e mappa luogo

Giorno e ora spettacolo Stato e disponibilità Prezzo e offerte
Mar 13 mar 2018 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 19,41 Biglietti in pianta
Il Padre 13 mar, 20:30 Teatro della Corte Viale Duca D'Aosta Emanuele Filiberto Genova Teatro Biglietti in pianta 19,41
Mer 14 mar 2018 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 19,41 Biglietti in pianta
Il Padre 14 mar, 20:30 Teatro della Corte Viale Duca D'Aosta Emanuele Filiberto Genova Teatro Biglietti in pianta 19,41
Gio 15 mar 2018 19:30 Vendita biglietti attiva Da € 19,41 Biglietti in pianta
Il Padre 15 mar, 19:30 Teatro della Corte Viale Duca D'Aosta Emanuele Filiberto Genova Teatro Biglietti in pianta 19,41
Ven 16 mar 2018 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 19,41 Biglietti in pianta
Il Padre 16 mar, 20:30 Teatro della Corte Viale Duca D'Aosta Emanuele Filiberto Genova Teatro Biglietti in pianta 19,41
Sab 17 mar 2018 20:30 Vendita biglietti attiva Da € 19,41 Biglietti in pianta
Il Padre 17 mar, 20:30 Teatro della Corte Viale Duca D'Aosta Emanuele Filiberto Genova Teatro Biglietti in pianta 19,41
Dom 18 mar 2018 16:00 Vendita biglietti attiva Da € 19,41 Biglietti in pianta
Il Padre 18 mar, 16:00 Teatro della Corte Viale Duca D'Aosta Emanuele Filiberto Genova Teatro Biglietti in pianta 19,41

Info spettacolo

Strindberg, secondo Gabriele Lavia, è un titano destinato all’Abisso. Per questo torna, ancora, al Padre.

«Il padre di August Strindberg – scriveva il raffinatissimo studioso e critico Angelo Maria Ripellino nel 1977 – è uno spettacolo nero, nerissimo, quasi iettatorio. Il regista Gabriele Lavia muove le bieche larve di questo dramma malsano su un’angusta pedana, su un ring, che, a tratti, inferriate tramutano in una gabbia, in una prigione. Perché, come vuole l’autore, la vita coniugale assomiglia a una galera e il rapporto tra l’uomo e la donna si risolve in una ferina lotta a coltello, cannibalesca, di sopraffazioni, che sboccano in scontri selvaggi. Non che ci aspettassimo guizzi di luminaria, ma la lugubrità allucinata di questa stesura è memorabile. Lavia martella senza divagamenti sul tema della micidiale inimicizia tra i sessi». Dunque, con altra consapevolezza e maturità scenica, Gabriele Lavia, che ha ripetutamente affrontato questa tragedia borghese, torna ancora all’amato Strindberg. Sospeso, come è noto, tra naturalismo, espressionismo e simbolismo, per un artista come Lavia – sempre attento alle dinamiche inquietanti dell’animo umano – il grande autore svedese è ancora oggi terreno privilegiato di indagine e di battaglia scenica.
«Strindberg è un gigante», scrive il regista presentando Il padre, «Se si pensa che la sua opera letteraria consta di oltre cinquanta volumi e la sua corrispondenza di altri ventidue volumi e ancora cinquantotto opere teatrali! Se si pensa che la sua vita è stata tempestosa, contraddittoria, estrema e che i suoi interessi si sono rivolti alla pittura (a livello altissimo!) alla scultura, alla fotografia, alla chimica, all’alchimia, alla teosofia – e forse è inventore del fiammifero svedese!. E poi il suo impegno politico e sociale! E poi tutte le donne con cui ebbe rapporti tormentatissimi e disperati. La sua scrittura è Catarsi, è caduta giù nel fondo. La sua opera – famosissima e autobiografica – è “Inferno”… Il padre è una tragedia. Strindberg la scrive nel 1887 ed è il tentativo di comporre un’opera “naturalistica”, cioè che scavi nella “natura” umana, osservando una banale vicenda familiare attraverso lo specchio deformante del mito di Ercole e Onfale e dello “scambio di vestiti” che fecero tra loro. Questo significa lo “scambio dei ruoli” nella società di fine Ottocento, che segna la “caduta” del “ruolo” (e quindi del “senso”) della figura paterna».

Regia: Gabriele Lavia

Cast: Gabriele Lavia, Federica Di Martino, Giusi Merli

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