Vendita e prenotazione online biglietti teatro per Arlecchino Servitore Di Due Padroni

Da martedi 15 maggio 2018 a domenica 20 maggio 2018

Prezzi per singolo biglietto, inclusi gli eventuali diritti di prevendita applicati dal teatro, ente e/o organizzatore, escluse le eventuali commissioni di acquisto online.
Info spettacolo
Biglietti a partire da 13,20

Roma Teatro Argentina Indirizzo e mappa luogo

Giorno e ora spettacolo Stato e disponibilità Prezzo e offerte
Mar 15 mag 2018 21:00 Vendita biglietti attiva Da € 13,20 Biglietti in pianta
Arlecchino Servitore Di Due Padroni 15 mag, 21:00 Teatro Argentina Largo di Torre Argentina, 52 Roma Teatro Biglietti in pianta 13,20
Mer 16 mag 2018 19:00 Vendita biglietti attiva Da € 13,20 Biglietti in pianta
Arlecchino Servitore Di Due Padroni 16 mag, 19:00 Teatro Argentina Largo di Torre Argentina, 52 Roma Teatro Biglietti in pianta 13,20
Gio 17 mag 2018 17:00 Vendita biglietti attiva Da € 13,20 Biglietti in pianta
Arlecchino Servitore Di Due Padroni 17 mag, 17:00 Teatro Argentina Largo di Torre Argentina, 52 Roma Teatro Biglietti in pianta 13,20
Ven 18 mag 2018 21:00 Vendita biglietti attiva Da € 13,20 Biglietti in pianta
Arlecchino Servitore Di Due Padroni 18 mag, 21:00 Teatro Argentina Largo di Torre Argentina, 52 Roma Teatro Biglietti in pianta 13,20
Sab 19 mag 2018 19:00 Vendita biglietti attiva Da € 13,20 Biglietti in pianta
Arlecchino Servitore Di Due Padroni 19 mag, 19:00 Teatro Argentina Largo di Torre Argentina, 52 Roma Teatro Biglietti in pianta 13,20
Dom 20 mag 2018 17:00 Vendita biglietti attiva Da € 13,20 Biglietti in pianta
Arlecchino Servitore Di Due Padroni 20 mag, 17:00 Teatro Argentina Largo di Torre Argentina, 52 Roma Teatro Biglietti in pianta 13,20

Info spettacolo

"Un atto d’amore assoluto per il teatro"

Arlecchino servitore di due padroni è, come affermava Giorgio Strehler, “memoria vivente”. Un inarrestabile fiume in piena con protagonisti Ferruccio Soleri ed Enrico Bonavera che incantano il palcoscenico. Perché «Arlecchino è sempre uguale e sempre diverso», scriveva il maestro, ed è «libero dal tempo che passa». Fra squilli di tromba e battere di grancassa, Arlecchino, con il suo vestito a pezze multicolori e la sua maschera da gatto, trascina con la sua inarrestabile carica di energia e di emozione, riproponendo i lazzi, i duelli e le risate, ma soprattutto la poesia, il “teatro puro” della drammaturgia goldoniana, nella versione registica ideata da Strehler nel 1947. A distanza di 70 anni l’opera non ha perso la sua energia e la sua originalità, soprattutto linguistica, risultando lo spettacolo più visto nel mondo. Una grande famiglia, un vero e proprio manifesto di un modo di fare teatro, in cui trovano posto anche interpreti più giovani in un ideale passaggio del testimone con i loro predecessori.
Un esempio di commedia dell’arte sorprendentemente agile, incastonata in un palco metateatrale, intorno e dentro al quale agiscono i vari personaggi, le varie maschere, a comporre una allegra e colorata festa con segreti, giuramenti e scambi di persona.