PALAZZO PUBBLICO DI SIENA
Palazzo Pubblico di Siena
Museo Civico e Torre del Mangia
Il Palazzo, che da sempre ospita il “Governo” della città di Siena, costituisce un insieme unitario formatosi nel corso del XIV secolo, con la Torre del Mangia e la Piazza del Campo. La facciata, in stile gotico, è caratterizzata da porte e da finestre sormontate da archi a sesto acuto e ribassati con al centro la “Balzana”, lo scudo bianco e nero, emblema della città; al culmine si riconosce il monogramma di san Bernardino, un sole al cui interno si legge IHS, il nome di Gesù, mentre due doccioni ai lati del coronamento, a forma di lupa, simbolo di Siena, secondo una leggenda sulle origini, fanno defluire dal tetto le acque piovane. Al primo piano è situato il Museo Civico, che si annovera fra i più importanti musei civici italiani. La decorazione interna del Palazzo è un cantiere secolare che vide coinvolti, a partire dal Trecento, i rappresentanti più significativi della grande scuola senese, come Duccio di Buoninsegna, Simone Martini e Ambrogio Lorenzetti; il messaggio formulato in questo periodo, il tema del Buon Governo, fil rouge della decorazione del Palazzo, continuò nelle epoche successive fino al Risorgimento. Fra i capolavori si segnalano la Maestà di Simone Martini, l’allegoria del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti, il ciclo di Uomini illustri di Taddeo di Bartolo, gli episodi di storia antica di Domenico Beccafumi quali esempi di Giustizia, Mutua Benevolenza e Amor di Patria.
La Torre del Mangia, alta 102 metri, è un fondamentale complemento del Palazzo Pubblico e forma un insieme organico con la Piazza del Campo, uno spazio fra i più significativi dell’urbanistica medievale, oggetto di ammirazione in tutto il mondo. I lavori furono condotti nella prima metà del XIV secolo e si conclusero nel 1349 con l’inserimento della campana pubblica, il cosiddetto Sunto che rintocca dalla sommità e scandisce i momenti più importanti dell’identità senese. Il nome della torre è stato ereditato dal primo campanaro, “il Mangia”, che, secondo una leggenda, sperperava i molti denari guadagnati con questo lavoro, in realtà nemmeno troppo faticoso, in seguito sostituito da un automa. L’architettura riflette il gusto tipico senese, sia nelle proporzioni, dove la netta prevalenza del fusto rispetto alla doppia corona ne esalta lo slancio e la sottigliezza, sia nei materiali, il bianco della pietra calcarea e il rosso del mattone, gli stessi colori utilizzati nella facciata del palazzo, con qualche inserimento del verde scuro della serpentinite. Ai piedi della torre si trova la Cappella di Piazza, costruita come ex voto dopo la Peste nera del 1348, evento che cambiò il corso della storia di Siena.